✋ Sei un Agente di Polizia e sei stato escluso dal concorso per colpa di un requisito ingiusto? Non restare fermo. Aderisci subito al nostro ricorso collettivo.
Hai superato i 28 anni ma non hai ancora tre anni di servizio nella Polizia di Stato? Sei stato escluso dal nuovo concorso per vice ispettori?
⚠️ Perdere questa occasione significa rallentare la tua carriera per anni.
L’esclusione da questo concorso non è solo una questione di principio: significa rinunciare a un avanzamento fondamentale nel tuo percorso professionale.
Accedere al ruolo di vice ispettore rappresenta una tappa cruciale per la crescita economica, professionale e personale all’interno della Polizia di Stato. Chi resta escluso oggi rischia di dover attendere molto tempo prima di poter partecipare a una nuova selezione, con inevitabili ritardi nella progressione di carriera, nella maturazione di stipendi più alti, e nella possibilità di accedere a posizioni di maggiore autorevolezza e responsabilità.
👉 Non aderire a questo ricorso significa accettare una penalizzazione ingiusta e duratura.
🏛 Abbiamo già ottenuto un risultato decisivo
Il ricorso è promosso dallo Studio Legale dell’Avv. Alessio Giaquinto, autore della prima e unica azione in Italia che ha portato questa ingiustizia fino alla Corte Costituzionale. Un team preparato, concreto, che ha già ottenuto risultati reali.
Lo Studio Legale dell’Avv. Alessio Giaquinto ha infatti ottenuto un importante successo al TAR Lazio: il giudice ha riconosciuto che il requisito dei 3 anni di servizio è potenzialmente incostituzionale e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale (leggi l’articolo).
📌 Un passo eccezionale, che rafforza il nostro ricorso collettivo e apre la strada a una possibile svolta per tutti coloro che si trovano nella stessa situazione.
❗ Perché aderire al ricorso
- Il bando 2025 ti esclude solo perché non hai ancora tre anni di servizio, anche se hai tutte le altre qualità richieste.
- Al personale civile del Ministero è permesso partecipare fino a 33 anni, senza alcuna anzianità.
- Una disparità evidente, già contestata e riconosciuta dal giudice come meritevole di intervento costituzionale.
Aderire al ricorso significa difendere i tuoi diritti con chi ha già ottenuto un risultato concreto.
👤 A chi è rivolto il ricorso
Puoi partecipare se:
- Sei un appartenente alla Polizia di Stato;
- Hai più di 28 anni (alla data di chiusura delle candidature: 30 Aprile 2025);
- Non hai ancora 3 anni di servizio effettivo;
- Hai presentato domanda oppure sei stato costretto a non presentarla a causa di questo requisito.
📄 Cosa serve per aderire
- Documento di identità;
- Copia della domanda di partecipazione (se inviata);
- Documento che attesti la data di inizio servizio;
- Moduli di adesione dello Studio Legale Giaquinto (che ti forniremo noi).
⏳ Termini per aderire
Il termine per partecipare al ricorso è il 25 aprile 2025 alle 23.59.
💼 Costi e modalità di adesione
Per partecipare al ricorso collettivo è prevista una quota di € 200.
L’azione sarà promossa solo al raggiungimento di almeno 20 aderenti entro la data di scadenza stabilita.
⏳ In caso contrario, il ricorso collettivo non sarà avviato e tutte le quote già versate verranno rimborsate immediatamente, senza alcuna trattenuta.
Per chi, invece, desidera procedere in via individuale – e quindi senza vincolo sul numero minimo di aderenti – è possibile promuovere un ricorso personale, con un costo complessivo di € 1.825.
📌 In entrambi i casi lo Studio garantisce assistenza completa, predisposizione della documentazione, rappresentanza in giudizio e aggiornamenti costanti sull’andamento del procedimento.
🔍 Cosa succede dopo il deposito del ricorso
Una volta depositato il ricorso, sarà il Presidente del TAR a valutare, in via preliminare, se sussistono i presupposti per l’ammissione dei ricorrenti alla procedura. In questa fase, il Tribunale può disporre l’iscrizione con riserva dei ricorrenti e fissare una prima udienza cautelare.
Durante l’udienza cautelare, il TAR deciderà se autorizzare i ricorrenti a partecipare alle prove concorsuali, anche in attesa della decisione finale.
Proprio alla luce del giudizio pendente davanti alla Corte Costituzionale, che dovrà esprimersi sulla legittimità della norma che ha determinato l’esclusione, è altamente probabile intanto l’ammissione cautelare con riserva alle prove concorsuali.
In caso di esito positivo del giudizio costituzionale, i ricorrenti già ammessi con riserva potranno essere inseriti stabilmente nella procedura concorsuale e far valere il proprio diritto senza ulteriori ostacoli.